Fatti di Vangelo

34a settimana del Tempo ordinario  21 – 27 novembre

Cristiani nel regno di Dio

Cristo è re, ma non «di questo mondo». Non dovremmo mai dimenticarcelo, da cristiani, quando siamo tentati di scoraggiarci ritrovandoci meno numerosi, incisivi e forti di un tempo passato. Non c’è bisogno di nessuna subdola azione di marketing o santa crociata nel tentativo di rinverdire i presunti antichi fasti.

La giusta dimensione cristiana è quella di sentinella dell’aurora, di lievito nella pasta, di lampada in una stanza. A Cristo non sono mai interessati i numeri dei suoi seguaci, quanto la loro fede e la loro coerenza. Egli aveva ben chiara l’illusorietà del successo in questo mondo, e presagiva il passaggio repentino dagli osanna delle folle al crocifiggilo di pochi giorni dopo.

Così come aveva ben chiaro il compito di testimone della verità. Doveva mettere il Padre davanti a se stesso, la giustizia prima della convenienza, la verità prima dell’opinione, mutevole, della sua realtà umana. Così è stato.

Siamo cristiani per un dono ricevuto, e non dobbiamo far altro che «rendere ragione della speranza che è in noi», come scrive san Pietro. Che qualcuno ci ringrazi o no, che qualcuno ci segua o no, che qualcuno se ne accorga o no.

Dio sta costruendo il suo Regno, e lo sta facendo grazie a noi, attraverso di noi, ma anche nonostante noi. Per questo ci viene chiesto di preoccuparci di essergli fedeli. Così serviremo il mondo e lo lasceremo migliore, più simile a quello che regge lui.